


A Barchi, nel 2005, è stata attribuita la bandiera verde dell'agricoltura.
È la base perfetta per passeggiate nella natura. Il paesaggio collinare dolce e tranquillo è caratterizzato da piante selvatiche, roverelle, carpini e argentati ulivi. I cangianti colori dei campi coltivati a cereali lasciano spazio alla verdeggiante vite, al giallo del girasole, al viola dell'erba medica.
Le rupi sono coperte di arbusti di rovi che alla fine dell'estate offrono deliziose more. Non è difficile vedere gli animali selvatici che popolano le campagne. Di giorno, a seconda delle stagioni, con un po' di fortuna, si possono vedere scoiattoli, cardellini, verzellini, fringuelli, storni, cinciallegre, merli, upupe, pettirossi... Di notte tassi, istrici, volpi, ma anche cinghiali e daini. La riserva faunistico-venatoria "il Colle" è stata creata per il ripopolamento delle specie e il controllo e contenimento della pratica venatoria.
Tutto intorno al centro abitato, sentieri su antiche strade rurali invitano ad immergersi nella campagna, che assume differenti colori, profumi e suoni nel corso delle stagioni.Scendendo lungo la strada che fiancheggia il cimitero si arriva ad un percorso attrezzato ai bordi di un paesaggio selvaggio e palustre là dove fino agli anni Ottanta, c'era un lago artificiale. A meno di duecento metri c'è uno stagno nel quale, utilizzato per anni per l'allevamento delle anguille.Attraverso le strade rurali sono raggiungibili, fra dolci colline e rapide scarpate, i piccoli borghi circostanti.Con mezzi propri o pubblici si possono poi raggiungere facilmente sia i parchi naturali del San Bartolo, che l'oasi del Furlo. Possono essere rapidamente raggiunte anche le più importanti città d'arte: Pesaro, Urbino, Fano, Senigallia, e le perle: da Gradara a Urbania, da San Leo a Pennabilli. Così come gli innumerevoli castelletti e rocche aggrappati alle rupi più scoscese.Meritano una visita gli eremi, da Monte Giove, vicino a Fano, a San Vincenzo al Furlo, a Fonte Avellana.